venerdì 16 Ottobre 2026
Fisco e Cittadini

BOLLO AUTO ABOLITO NEL 2027: CHI NON PAGA PIÙ, PRO E CONTRO DELLA MISURA DEL GOVERNO MELONI

Via la tassa più odiata per 14,5 milioni di veicoli fino a 80 kW (109 CV). Ma è solo per un anno e lascia fuori le elettriche potenti. Ecco cosa cambia davvero.


COSA PREVEDE IL DECRETO DEL 16 SETTEMBRE 2026

Il Consiglio dei Ministri del 16 settembre ha dato via libera alla bozza di decreto-legge “sostegno economico e contenimento caro-carburanti”. Dentro c’è l’abolizione del bollo per il 2027, definita dalla Premier Meloni “una delle tasse più odiate”.

Non è ancora in Gazzetta Ufficiale, è una bozza, ma i punti sono chiari:

  • DURATA: L’esenzione vale solo per i versamenti con scadenza ordinaria tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2027. È una sospensione di 12 mesi, non un’abolizione strutturale.
  • UN SOLO VEICOLO: Ogni persona fisica può avere l’esenzione su un solo veicolo regolarmente assicurato e intestato a suo nome.
  • SOGLIA: Auto alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con GPL/metano o ibrido mild/full, con potenza fino a 80 kW pari a 109 CV. La potenza è quella di libretto voce P.2, non quella fiscale.
  • MOTO E CICLOMOTORI: Esentati solo se il proprietario non possiede già un’autovettura agevolabile sotto gli 80 kW. Niente doppio bonus.
  • PLATEA: Oltre il 70% delle auto in circolazione, circa 14,5 milioni di veicoli tra auto e moto, in gran parte utilizzate dalle famiglie.
  • COSTI: 2,362 miliardi di euro di mancato gettito. Per compensare, 2,293 miliardi di trasferimento dal Fondo nazionale alle Regioni e Province autonome.
  • ACCISE: Nello stesso decreto, taglio accise di 12,2 cent dal 18 al 25 settembre e di 6,1 cent dal 26 settembre al 5 ottobre. Poi torna a prezzo pieno.

CHI PAGA E CHI NON PAGA PIÙ – LA TABELLA COMPLETA

✅ DENTRO – ESONERATI NEL 2027:

  • Fiat Panda 1.0 mild hybrid 70 CV (51 kW) – tutte le versioni
  • Fiat 500 benzina e mild hybrid, Lancia Ypsilon, Kia Picanto, Hyundai i10, Suzuki Swift, Toyota Aygo X
  • Dacia Sandero e Stepway TCe 90 (66 kW) e TCe 100 / ECO-G 100 (74 kW)
  • Citroën C3 PureTech 100 (74 kW) e Hybrid 110
  • Peugeot 208 PureTech 75 (55 kW) e 100 (74 kW)
  • Fiat Grande Panda 1.2 benzina 100 CV (74 kW)
  • Jeep Avenger 1.2 turbo benzina 100 CV (74 kW)
  • Renault Clio TCe 90/100, Opel Corsa 1.2 base, Volkswagen Polo 1.0 base, Skoda Fabia entry
  • Praticamente tutto l’usato di 10-20 anni sotto i 109 CV
  • Tutti i ciclomotori e motocicli se non possiedi già un’auto esentabile

❌ FUORI – CONTINUA A PAGARE:

  • Qualsiasi versione sopra gli 80 kW
  • Fiat Grande Panda mild hybrid 110 CV (81 kW) – fuori per 1 kW solo
  • Toyota Yaris e Yaris Cross Full Hybrid 116 CV (85 kW)
  • Peugeot 208 Hybrid 136 e 145, Renault Clio Full Hybrid 145, Dacia Sandero Hybrid 155
  • Jeep Avenger elettrica 115 kW, Fiat 500e 87 kW, Dacia Spring 48 kW invece dentro ma molte elettriche fuori
  • SUV medi, grandi e auto di lusso
  • Il secondo veicolo intestato alla stessa persona, anche se sotto soglia

I PRO – PERCHÉ È GIUSTO

  1. OSSIGENO IMMEDIATO PER LE FAMIGLIE: Il bollo di una Panda vale 129 euro, di una Sandero 150 euro, di una C3 180 euro. Per una famiglia con due utilitarie sono 300 euro che restano in tasca in un anno di inflazione alta.
  2. FINE DI UNA TASSA PERCEPITA COME INGIUSTA: Il bollo è patrimoniale sul possesso, non sull’uso. Lo paghi anche se l’auto è ferma in garage rotta o se la usi 2 volte a settimana. Colpisce chi l’auto la deve tenere per necessità, non per status.
  3. AIUTA CHI NON PUÒ CAMBIARE AUTO: Il parco circolante italiano ha 12,5 anni di età media, il più vecchio d’Europa. Chi ha una Euro 4 del 2008 sotto i 109 CV è proprio chi non può permettersi una nuova. Questa misura aiuta lui, non chi compra il SUV nuovo.
  4. SEMPLIFICAZIONE E LOTTA ALL’EVASIONE: Il bollo ha un tasso di evasione del 15% e costi enormi di riscossione per le Regioni. Togliere 14,5 milioni di pratiche significa meno cartelle, meno ricorsi, meno contenzioso.

I CONTRO – PERCHÉ ZOPPICA

  1. MISURA UNA TANTUM, NON STRUTTURALE: L’esenzione vale solo per il 2027. Se nel 2028 non viene rifinanziata con altri 2,3 miliardi, a gennaio 2028 si torna a pagare tutto. È un bonus, non una riforma fiscale.
  2. BUCO PER LE REGIONI: Il bollo è tassa regionale al 100% e finanzia sanità e trasporto pubblico locale. Lo Stato dice che compenserà con 2,29 miliardi, ma i trasferimenti arrivano sempre in ritardo. Le Regioni a statuto speciale poi devono dare l’ok con accordo separato.
  3. PARADOSSO AMBIENTALE: La norma premia benzina e gasolio, anche mild-hybrid, ma lascia fuori molte elettriche pure perché superano gli 80 kW di potenza nominale. Una Dacia Spring da 33 kW è dentro, ma una 500e da 87 kW è fuori. Si incentiva chi inquina di più.
  4. SOGLIA RIGIDA DI 1 kW: 80 kW netti creano casi assurdi. Una Grande Panda da 100 CV (74 kW) è dentro, la stessa auto in versione 110 CV (81 kW) è fuori per 1 kW. Due auto identiche per ingombro e uso, una paga e una no.
  5. NON RISOLVE IL CARO-CARBURANTI: Nello stesso decreto il taglio accise dura 17 giorni totali. Il bollo dura un anno. Non c’è una riforma strutturale del costo dell’auto, solo due cerotti temporanei.

CONCLUSIONE

La misura del Governo Meloni, Giorgetti e Salvini ha un merito politico indiscutibile: toglie per un anno la tassa più odiata proprio a chi ha redditi bassi e auto piccole. È comprensibile, è popolare e in un 2026 di inflazione ancora alta dà un segnale immediato.

Ma resta una tregua fiscale, non una riforma. Dura dodici mesi, crea un confine tecnico che esclude ibride ed elettriche efficienti, e apre un buco di bilancio che le Regioni dovranno assorbire.

Se l’obiettivo era davvero alleggerire le famiglie in modo strutturale, il prossimo passo dovrebbe essere renderla permanente, legarla all’ISEE e alle emissioni CO2/E

Giovanni Centrella per Palazzo & Piazza